Babbo Natale e l’ingegneria aerospaziale

Tutti ce lo siamo chiesti da bambini: come fa Babbo Natale a consegnare i regali in tutto il mondo in una notte? Da piccoli ci rifilavano la solita storia delle renne e della magia ma ora che siamo cresciuti non ci basta più, proviamo ad investigare con spirito (pseudo) scientifico.

La prefazione la sappiamo bene, qualche giorno prima di Natale si scrive la letterina e la si imbuca, il servizio postale poi fa il resto provvedendo a recapitarla con la massima urgenza al polo nord dove gli instancabili elfi prendono nota e compilano la lista degli ordini.



E tutti quei bambini che si dimenticano della letterina e ricevono ugualmente un regalo?

Tramite una fitta rete di stazioni riceventi sparse per tutto il mondo che combinano le tecnologie utilizzate nei cellulari e nelle TV è in grado di sentire Gianluca che chiede un nuovo set lego, Anna che vuole l’ultimo modello di fiat 500 delle Barbie e Arturo che per Natale vorrebbe un cagnolino (ma non lo chiede perché da buon animalista è contrario al trasporto transcontinentale di animali), tutte queste informazioni sono poi elaborate da un sistema cloud basato sull’intelligenza artificiale che incrocia i vari dati (desideri, indirizzo, posizione nella lista buoni/cattivi) attraverso una rete neurale incrociando i risultati con le mappe di volo internazionali con il fine di ottenere il percorso più ottimizzato per accontentare tutte le richieste.

Facendo un rapido calcolo (a cura di Larry Silverberg, professore di Ingegneria meccanica e aerospaziale presso la North Carolina State University) in una notte il nostro amico paffutello dovrà consegnare regali a circa 200 milioni di bambini lungo 517.997.622 chilometri quadrati di territorio, per sua fortuna però la media è di circa 2,6 bambini per casa riducendo il numero di abitazioni da visitare a circa 75 milioni, distanti in media poco meno di tre chilometri, come è possibile?

Nei suoi circa 1700 anni di esperienza, Babbo Natale sa bene come si comporta la fisica del universo che ci circonda e studiando attentamente la teoria della relatività ha scoperto che il tempo può essere allungato proprio come un elastico con il risultato di spremere lo spazio, questo fenomeno prende il nome di “bolle relativistiche” e sfruttandole a dovere è possibile dilatare una sola notte di lavoro fino a farla diventare lunga anche mesi, dandogli tutto il tempo di rispettare la tabella di marcia senza sforare le ore previste dal CCNL in vigore.

La tecnologia a bordo della sua slitta magica poi fa il resto del lavoro, il piano di volo viene preventivamente approvato da ICAO evitando tutte le no-flight-zones (ad esempio le zone di caccia dove le renne finirebbero sotto forma di arrosticino in un batter d’occhio), vengono fatti i calcoli di carburante necessario e di impronta ambientale (le renne sono alimentate a lichene coltivato a cultura idroponica e sovralimentate a salice e betulle) e il prezioso carico fissato tramite potenti cavi in kevlar. Il percorso viene calcolato tenendo conto del fuso orario facendo si che nessun bambino si svegli senza regali sotto l’albero. Interessante notare come una traccia del suo tradizionalismo lo spinga ancora ad utilizzare la tecnologia fly-by-wires per comandare i suoi fidati animali da traino.

Il suo duro lavoro viene abbondantemente ripagato la mattina di Natale quando ogni bambino che si rispetti si sveglia e di corsa si catapulta in salotto a scartare i doni ricevuti, da quel momento potrà finalmente considerarsi soddisfatto e godersi il meritato riposo nel suo attico in Lapponia.

Siete curiosi di dove si trovi in questo momento? Potete seguirlo tramite Google Santa Tracker

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