Winter YOTA 2019: che spettacolo!

L’inverno è alle porte ma non è sempre una cattiva notizia, anzi! La tradizione dei campi YOTA ed in particolare dei Subregional Camp (varianti più “ristrette” in termini di partecipanti ma non meno divertenti e appassionanti!) prosegue e nel 2019 ci ha portato ad Oosterhout, un paesino alle porte di Breda, 40Km da Rotterdam, dove 35 ragazzi e ragazze provenienti da Germania, Italia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Ungheria, Croazia, Austria, Romania, Serbia e Paesi Bassi si sono ritrovati ancora una volta per passare un lungo weekend a divertirsi col mondo della radio.

Il Team Italia era composto da Alessio IU3LZN, Amelia IU5LVM, Claudia IN3HJX, Luca IU2FRL, Nicole IZ3XAK, Martina SWL e Sebastian IN3FOX, ovvero ben 1/5 del numero totale di partecipanti!

Il viaggio è iniziato con qualche difficoltà causa neve, l’aeroporto di Bergamo era completamente imbiancato e ciò ci ha costretti a partire con ben due ore di ritardo, una volta atterrati ad Eindhoven nel cielo splendeva un piacevole sole che ci ha accompagnato per il resto del viaggio tra autobus e treni olandesi.

Dopo un accogliente benvenuto da parte degli organizzatori la prima serata aveva come tema il classico Intercultural Evening, una serata in cui ogni team presenta alcuni aspetti tradizionali del proprio paese, cibo, vestiti, tradizioni e così via, con lo scopo di dimostrare come un hobby tanto semplice possa riunire così tante persone provenienti da tutto il mondo!

Ogni nazione ha portato qualche assaggio di cucina tipica principalmente a tema natalizio, senza dimenticare l’ottimo the inglese e il nostro pandoro che ha riscosso un gran successo.

Ogni giornata aveva inizio con una colazione in compagnia e poi un gioco mattutino per conoscersi e tenersi in forma, poi la mattinata proseguiva con le varie attività, tra cui presentazioni a tema, attività radio, autocostruzione e molto altro.

La prima presentazione è stata tenuta da Han Jenniskens PA0JEN che ci ha raccontato interessanti aneddoti sul satellite Oscar-100 oltre ad illustrarci i vari modi per poterci transitare o semplicemente ascoltarlo utilizzando degli SDR, dei Transverter, LNB da TV o altro materiale di recupero opportunamente modificato, lo stesso Han ci ha anche messo a disposizione il suo transverter autocostruito comandato da uno Yaesu FT-847 collegato ad una piccola parabola.

Nella seconda parte della sua presentazione ci ha spiegato il funzionamento delle turbine JET in uso oggi giorno sia sugli aeromodelli che sugli aerei di linea con anche una dimostrazione pratica usando un modello con 8Kg di propulsione. Piccolo si, ma che rumore!

La seconda presentazione è stata tenuta da Lennart Kieft PA2LEN, il quale ci ha parlato dei satelliti radioamatoriali, il loro funzionamento, le orbite e come farci QSO anche con un apparato portatile senza avere la necessità di costosi setup automatici.

Un altro evento che da sempre contraddistingue i Camp YOTA è l’ OFF-AIR Contest, una competizione tra tutti i partecipanti del camp che senza usare le radio ma solo con carta, penna e la propria voce e orecchie devono fare il maggior numero di QSO con gli altri partecipanti: il risultato è un divertentissimo caos che ben rispecchia i contest veri e propri.

La prima giornata si è conclusa con un PUB QUIZ, un interessante quiz a tema (le domande erano divise in round con soggetti differenti: DXCC, cultura generale, i Paesi Bassi, domande tecniche e molto altro), ogni team doveva rispondere a più domande possibili segnando le risposte su un foglio che sarebbe stato poi corretto dalla giuria stilando una classifica dei team più preparati.

Una nota che è bene ricordare è che ogni team è composto da persone di nazionalità differenti e gli organizzatori hanno dato il loro meglio per separare il più possibile i partecipanti provenienti dallo stesso paese in modo da creare gruppi omogenei e favorire il più possibile la socializzazione al interno del camp.

Nel secondo giorno il team Italia ha dato il proprio meglio sulle bande realizzando un centinaio di QSO a testa in una mattina (e in alcuni casi anche oltre), complice la concomitanza con il contest 40-80 di quel weekend, visto che la maggior parte dei corrispondenti erano OM che stavano preparando il loro setup da contest.

La presentazione del secondo giorno è stata tenuta da Edwin Vos PA3GVQ che ci ha parlato di tutto ciò che riguarda il QRM: le cause, come identificarlo, localizzarlo e come risolverlo in maniera rapida e soprattutto pacifica (in special modo con i vicini, HI!). Ci hanno anche mostrato uno dei furgoni attrezzati del ministero Olandese delle telecomunicazioni, un bel van sorprendentemente anonimo a prima vista contenente un radiogoniometro, antenne per qualsiasi banda e tanta, tanta attrezzatura per localizzare qualsiasi disturbo. Gli interventi principali per cui vengono chiamati sono per risolvere problemi con le reti di telefonia mobile e frequenze aeroportuali, talvolta anche da nazioni confinanti.

Restando in tema QRM, l’attività di autocostruzione del pomeriggio era la realizzazione di un ricevitore a larga banda estremamente direttivo in modo da localizzare semplicemente orientandolo la fonte di disturbo, qualunque essa sia.

La seconda giornata si è conclusa con una grande festa con tanti ospiti tra cui il presidente della VERON, Remy Denker PA3AGF che ci ha salutato e ha colto l’occasione per ringraziare gli sponsor del camp, tra cui Icom e le tante associazioni locali che hanno fornito mezzi e persone per creare una esperienza veramente stupenda!

Una lunga notte ha seguito l’ultima serata, abbiamo passato molto tempo tutti insieme raccontando aneddoti, cantando e ballando in compagnia davanti ad un caldo fuoco, con un pelo di tristezza dato che il camp era ormai agli sgoccioli…

Domenica mattina, di buon ora gli organizzatori ci hanno accompagnato alla stazione ferroviaria di Breda dove ci aspettava il treno che ci avrebbe portato verso l’aeroporto, sulla nostra pelle abbiamo provato che i treni dei Paesi Bassi sono estremamente puntuali! Talmente puntuali che metà team non ha fatto in tempo a prendere il treno quando si è visto chiudere le porte in faccia… Poco male, dopo qualche minuto è passato quello successivo e in men che non si dica eravamo a bordo del nostro aereo.

Il ritorno alla normalità lascia sempre una strana sensazione, è come un brusco rientro da una bellissima vacanza, una vacanza in cui hai condiviso tutta la tua giornata con decine di amici che vedi solo di rado ma a cui pensi spesso e volentieri e che non vedi l’ora di sentire in radio per poterli salutare una volta ancora!

fbt

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