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IC-7300 MK2: L’evoluzione di una leggenda? ICOM ha ascoltato (tutti) i suoi clienti! – Caratteristiche e prezzo ufficiale

Oggi è una di quelle giornate che un po’ ci spiazzano, ci riempiono di emozione e ci fanno pensare: “Cavolo, li hanno proprio ascoltati!”. Il mondo radioamatoriale è in continua evoluzione e, anno dopo anno, ci abituiamo a vedere nuovi apparati che promettono meraviglie. Ma ogni tanto, arriva un apparato che non si limita a promettere, ma cambia davvero le regole del gioco. L’Icom IC-7300 è stato esattamente questo. E, a quanto pare, la sua storia è tutt’altro che finita.

L’eredità del 7300: quel SDR che ha cambiato le regole del gioco

Ricordo ancora quando, qualche anno fa, il 7300 fece il suo ingresso sul mercato (vedi: IC-7300) e fui tra i primi a comprarlo in Italia. Molti erano scettici, o semplicemente non capivano appieno la portata della sua tecnologia. Il suo segreto stava nel sistema di campionamento diretto RF. Per chi non mastica pane e SDR a colazione, significa che il segnale radio in ingresso non viene convertito tramite i classici circuiti a supereterodina, ma viene digitalizzato direttamente, quasi subito dopo l’antenna, e gestito da un FPGA. Questa soluzione, che prima si trovava solo in apparati top di gamma dal costo proibitivo, ha semplificato la costruzione interna della radio, riducendo rumore e componenti, e ha reso una tecnologia sofisticata finalmente accessibile a tutti. Non a caso, il 7300 è stato accolto a braccia aperte sia dai veterani che cercavano un secondo apparato, sia dai neofiti che volevano un primo apparato serio senza vendere un rene.

È stata una scommessa vinta, un vero e proprio catalizzatore di un cambiamento tecnologico e culturale nel nostro hobby. E i numeri parlano chiaro. Nel 2024, ICOM ha annunciato di aver venduto oltre 100.000 unità del 7300 in tutto il mondo. Pensateci un attimo: 100.000 apparati in giro per il pianeta. Non è solo un record di vendite, ma la prova che il concetto di “SDR compatto ed economico” ha funzionato alla grande, rendendo il 7300 il nuovo punto di riferimento per la sua categoria. È diventato la scelta di default per chi si avvicinava al mondo delle HF, o per chi voleva aggiornare il proprio shack con un apparato moderno e performante.

I punti di forza che lo hanno reso un best-seller sono stati molti e, a volte, sono bastati anche solo uno o due per far innamorare un operatore. Partiamo dallo schermo touch TFT a colori da 4.3″. Non si tratta solo di estetica, ma di pura operatività. Se c’è un segnale debole e lo vedi sullo spettro, puoi letteralmente “toccarlo” per sintonizzarti su di esso. L’interfaccia utente è intuitiva, i menu sono facili da navigare e la radio, come molti hanno confermato, è “semplice da usare”.

Il cuore pulsante di questa interfaccia è lo spectrum scope in tempo reale con funzione waterfall. Questa funzionalità, che mostra la “vita” della banda in un istante, è stata il vero “game changer” per la sua fascia di prezzo. Ha trasformato l’esperienza del DXing, permettendo di visualizzare i segnali in arrivo e di “vedere” anche i segnali più deboli che, con un apparato tradizionale, sarebbero sfuggiti all’ascolto.

Ma non era solo un bell’oggetto. Le sue performance da ricevitore hanno impressionato tutti. Con un valore di Reciprocal Mixing Dynamic Range (RMDR) di circa 97 dB, un dato tipico che in altri contesti si attesta sui 100 dB, e caratteristiche di Phase Noise migliorate di 15 dB rispetto al suo predecessore, l’IC-7200, il 7300 è riuscito a tenere testa a apparati ben più costosi. Questo ha significato meno “blocking” da segnali forti adiacenti e la possibilità di estrarre segnali deboli in mezzo al caos. Le recensioni su siti come eHam.net lo definiscono “il miglior apparato disponibile per il suo prezzo”, capace di fare DXing e contest senza troppe difficoltà. Infine, non dimentichiamoci delle altre funzionalità cruciali, come l’efficace noise reduction (NR), il notch filter automatico, l’accordatore integrato e la comoda possibilità di salvare impostazioni, registrazioni audio e log su una semplice scheda SD.

La nostra “lista dei desideri”: i punti critici del “vecchiotto”

Ma come ogni appassionato sa, non esiste l’apparato perfetto. E nel corso degli anni, anche il glorioso IC-7300 ha mostrato qualche piccolo segno di debolezza, che gli smanettoni come me hanno subito individuato. La cosa interessante è che questi “difetti” non hanno mai compromesso l’operatività, ma hanno spinto la community a cercare delle soluzioni, spesso “fai-da-te”. Il fatto che esistano delle modifiche artigianali per ovviare a questi problemi è la prova di quanto Icom sia stata attenta al feedback.

Una delle lamentele più comuni, per chi pratica il CW, era la rumorosità del relè in QSK (Full Break-in). Non è un difetto grave, ma per i puristi che vogliono ascoltare il più possibile senza distrazioni, il “clack-clack” del relè si faceva notare.

Un altro punto di discussione molto acceso era il sistema ALC (Automatic Level Control), che in molti hanno trovato troppo invasivo nei modi digitali. Per chi come me fa FT8, un ALC troppo sensibile può ridurre drasticamente la potenza media modulata, compromettendo la capacità di fare QSO in condizioni di segnale debole, chiaro, non stiamo parlando di nulla che non si possa ridurre tramite qualche impostazione nei menù, ma ogni tanto si nota. Questo mi ha più volte costretto a studiare attentamente il manuale, regolare l’ingresso audio e cercare il punto di lavoro ottimale per evitare la compressione eccessiva del segnale. Da apprezzare però l’introduzione dei Preset (vedi: Funzione PRESET anche su IC-7300 e IC-9700) che ha notevolmente semplificato queste operazioni.

E poi c’era il problema, noto, della batteria interna per l’orologio. Se l’apparato veniva tenuto spento e scollegato per lungo tempo, la piccola batteria interna al litio si scaricava e smetteva di ricaricarsi. Questo faceva perdere all’apparato la data e l’ora, e in alcuni casi anche le impostazioni. Un problema che la community ha prontamente risolto con un po’ di saldatore e una batteria esterna più capiente, di cui vi ho parlato in questo articolo: Sostituzione batteria tampone ICOM IC-7300.

Infine, la connettività: il 7300 aveva una singola porta USB. Questo, pur fornendo un’interfaccia audio e CAT, non era sempre facile da configurare, soprattutto per chi si approcciava per la prima volta a modi digitali come l’FT8. Richiedeva un’attenta gestione dei driver e delle porte COM virtuali. Inoltre, per il controllo remoto, il 7300 necessitava di un PC in stazione che fungesse da “server” per far girare il software RS-BA1 di Icom.

Poi, per carità, non fraintendetemi, ne ho due di IC-7300 e mi ci trovo benissimo!

Punti di Forza dell’IC-7300Punti di Debolezza dell’IC-7300
Tecnologia SDR con campionamento diretto RF accessibile a tutti.Relè rumoroso in QSK.
Schermo touch TFT a colori da 4.3″ e interfaccia intuitiva.ALC aggressivo che riduce la potenza nei modi digitali (es. FT8).
Spectrum scope in tempo reale con waterfall, velocissimo e sensibile.Batteria interna per l’orologio soggetta a scarica e non ricaricabile.
Ottime performance del ricevitore (RMDR, Phase Noise) per la sua categoria.Singola porta USB che può complicare le configurazioni per modi digitali.
Accordatore interno e filtri digitali efficaci.Necessità di un PC server per il controllo remoto via RS-BA1.
Slot per scheda SD per salvataggio di impostazioni e registrazioni.Manca una presa per antenna di sola ricezione (modifica popolare).

L’ascolto di Icom: il MK2 è una risposta diretta alla community

Ed è qui che arriva la parte più bella della storia. È un’affermazione di Icom: “Abbiamo ascoltato”. La presentazione del nuovo Icom IC-7300MK2 non è un semplice aggiornamento di metà ciclo, ma una risposta diretta alle richieste, ai desideri e persino alle modifiche “fai-da-te” che la community ha sviluppato nel corso degli anni. È stato annunciato in un palcoscenico importante, il JARL Ham Fair 2025 che sta svolgendo a Tokyo il 23 e 24 agosto, e ha subito fatto il botto. Icom ha identificato i “dolori” dei suoi utenti e li ha trasformati in caratteristiche ufficiali, di serie.

Dentro la radio e oltre: analisi dettagliata delle novità

Il MK2 non è una rivoluzione come lo fu il 7300, ma una sua matura evoluzione, che rafforza ogni suo punto di forza e risolve quasi tutti i suoi punti deboli.

Partiamo dalla prima assoluta per un HF Icom: la porta HDMI™ per un display esterno. Fino a ieri, se volevi vedere lo spectrum scope su uno schermo più grande, dovevi necessariamente usare un PC o costruirti qualche accrocchio con Raspberry o simili. Ora, la porta HDMI è integrata, permettendo di collegare un qualsiasi monitor esterno per visualizzare il display della radio, inclusi lo spectrum scope e il waterfall, migliorando enormemente la visibilità in shack, soprattutto in contest dove ogni dettaglio conta. Questo è un “regalo” per tutti gli smanettoni che sognavano un display grande senza dover ricorrere a soluzioni di terze parti.

Un altro grande passo avanti è il decoder CW integrato. Per i puristi della telegrafisti e, soprattutto, per chi sta imparando, questa è una funzionalità preziosissima. Fino a oggi, la decodifica del CW in tempo reale richiedeva l’uso di un PC e di un software dedicato. Con il MK2, il codice Morse viene decodificato e mostrato direttamente sullo schermo della radio, semplificando la vita e rendendo l’approccio alla telegrafia molto più intuitivo.

E per i modi digitali, Icom ha risolto il problema alla radice con una nuova porta USB Type-C™ con dual virtual COM port. La gestione dei cavi e dei driver per FT8 e altri modi digitali era spesso un mal di testa per molti. La nuova configurazione con due porte COM virtuali separa finalmente il controllo CAT, necessario per il logging automatico, dall’audio e dal PTT, rendendo il setup non solo più semplice, ma anche più robusto e affidabile.

Un altro “colpo da maestro” è l’aggiunta di una porta LAN integrata. Ora il controllo remoto con il software RS-BA1 non richiede più un PC “server” in stazione. La radio può essere controllata direttamente via rete, aprendo scenari impensabili e rendendo l’operatività remota un gioco da ragazzi.

Non contenti, hanno aggiunto un connettore per antenna di sola ricezione. Questo è un dettaglio che i DXer e i contester più accaniti apprezzeranno, perché consente di collegare un’antenna dedicata alla ricezione, come una loop o una beverage, che può essere molto più silenziosa e selettiva in un ambiente rumoroso. Il fatto che questa fosse una delle modifiche fai-da-te più popolari per il 7300 originale dimostra ancora una volta quanto Icom abbia ascoltato attentamente la sua community.

E i miglioramenti non finiscono qui, perché sono intervenuti anche “sotto il cofano”. Le performance del ricevitore sono state ulteriormente raffinate: il Reciprocal Mixing Dynamic Range (RMDR) è stato migliorato a un valore tipico di circa 105 dB (rispetto ai 100 dB del 7300), e il rumore di fase in trasmissione è stato ridotto di 12 dB. Questo significa che il MK2 sarà ancora più efficiente nel respingere i segnali forti adiacenti, permettendovi di sentire quel segnale debole e distante che altrimenti sarebbe annegato nel rumore.

Inoltre, il consumo in standby si è ridotto di circa il 23%, scendendo da 0.9A a soli 0.7A, riducendo il calore generato e permettendo sessioni in radio più lunghe e intense, perfette per il contesting o le operazioni in portatile dove quelle centinaia di mA possono fare la differenza nel peso delle batterie da trascinarsi in giro.

Infine, una chicca per noi europei: la versione del 7300MK2 venduta in Europa includerà la banda dei 70 MHz (4 metri), una banda molto apprezzata e sempre più attiva nel nostro continente.

CaratteristicaIcom IC-7300Icom IC-7300MK2
Sistema SDRCampionamento diretto RFCampionamento diretto RF
Porta VideoNessunaHDMI™
Decoder CWNessuno (richiede PC)Integrato
Porta USBUSB Type-B (singola)USB Type-C™ (doppia porta virtuale)
Controllo RemotoCon RS-BA1 + PC serverCon RS-BA1 + LAN integrata
Antenna RXNon separataConnettore separato
RMDR100 dB (tipico)105 dB (tipico)
Consumo Standby0.9 A (tipico)0.7 A (tipico)
Banda 70 MHzPresente su versione EUPresente su versione EU

Brochure

Video di presentazione

Una promessa per il futuro: il prezzo e la disponibilità

Per quanto riguarda il prezzo e la disponibilità, Icom ha dichiarato che le prime spedizioni sono previste per la fine del 2025. Ovviamente, non è ancora disponibile una listino ufficiale per il MK2, ma possiamo farci un’idea basandoci sul suo predecessore. L’IC-7300 aveva un prezzo di listino europeo al lancio di circa €1500, e un prezzo di listino negli Stati Uniti di $1400. Tuttavia, come tutti sappiamo, questi prezzi sono spesso soggetti a sconti, promozioni e coupon che li abbassano notevolmente, portando il costo effettivo anche sotto i mille dollari. È ragionevole aspettarsi che il prezzo del MK2 si posizioni a un livello simile o leggermente superiore al prezzo di listino del 7300.

Conclusioni da smanettone: la mia sentenza finale

Il mio verdetto, a caldo, è semplice: l’Icom IC-7300MK2 non è un’altra radio, ma la prova concreta che ICOM ha capito il valore di ascoltare la propria community. Ogni singolo miglioramento non è una trovata di marketing, ma la risposta a un problema o a una richiesta esplicita degli smanettoni che hanno lavorato, modificato e utilizzato il 7300 ogni giorno. Hanno preso il feedback dei forum, delle recensioni e delle modifiche artigianali e lo hanno trasformato in un prodotto di serie, più robusto, più intuitivo e più completo.

Il 7300 ha rivoluzionato il mercato, rendendo la tecnologia SDR accessibile. Il MK2 consolida quella posizione, dimostrando che Icom non si ferma alla rivoluzione, ma la perfeziona, la matura e la rende ancora migliore. Questo nuovo apparato ha tutte le carte in regola per diventare la nuova “scelta di default” per chiunque voglia un rig HF di fascia media che non scende a compromessi.

E ora, non resta che aspettare, con la pila di toroidi e cavetti già in ordine, che arrivi la fine dell’anno. Sono curioso di vedere cosa faranno gli smanettoni su questo nuovo gioiellino! Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate voi, siete pronti per l’evoluzione?

Aggiornamento 2025-08-29: Rivelato il prezzo ufficiale

A pochi giorni dalla presentazione ufficiale, arriva una notizia che farà contenti molti appassionati. Il rivenditore HamRadioStore UK nel Regno Unito ha pubblicato i primi prezzi di vendita del 7300MK2 sul proprio sito web. Il prezzo di lancio è di £949.99, mentre il prezzo normale di listino sarà di £999.99. Queste cifre, che si traducono in circa €1.100-€1.200 al cambio attuale, sono decisamente più competitive rispetto al prezzo di listino del suo predecessore e sono in linea con le aspettative del mercato. Questa mossa suggerisce che Icom intende mantenere il MK2 nella stessa fascia di prezzo che ha reso l’originale 7300 un successo globale e un punto di riferimento per la sua categoria, rendendolo ancora più appetibile per un’ampia platea di radioamatori.

Ecco il link a cui è stato appena aggiunto il prezzo: https://www.hamradiostore.co.uk/icom-ic-7300mk2-hf-50-70-mhz-transceiver?hl=it-IT

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2 Risposte a “IC-7300 MK2: L’evoluzione di una leggenda? ICOM ha ascoltato (tutti) i suoi clienti! – Caratteristiche e prezzo ufficiale”

  1. L’entusiasmo è sempre una lieta cosa, ma personalmente poco lo comprendo in questa situazione.

    La versione “MK2” è il 7300 che avrebbe dovuto essere fin dagli esordi, questa è l’amara mia constatazione, e se il prezzo di vendita dovesse discostarsi da quello dell’attuale “MK1” andremo ricadendo nelle usuali operazioni di marketing delle aziende. Con nostro battito di mani, inoltre. Speriamo almeno non accada ciò sul prezzo di vendita.

    1. Il prezzo difficilmente sarà lo stesso, soprattutto perché ci sono 10 anni di inflazione nel mezzo.

      Si, sono d’accordo che alcune cosette (ad esempio la doppia com) si potesse fare già al primo rilascio, ma ci stanno secondo me come errori di gioventù, era pur sempre la prima radio entry level di tipo SDR, parliamo degli stessi anni in cui era uscito il 991, poi richiamato e rifatto per problemi allo stadio finale e il waterfall che bloccava la ricezione

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