YOTA Italia e Urgensat al Maker Faire Roma 2019

Chi siamo?

Siamo quattro ragazzi, giovani smanettoni appassionati di elettronica e informatica che hanno deciso di sfruttare la propria passione ed abilità per presentare ad altri ragazzi le mille sfaccettature del mondo della radio, il tutto supportati dalla Associazione Radioamatori Italiani che ci rappresenta (A.R.I.), prima associazione in Italia del settore che dal 1927 riunisce oltre 10.000 radioamatori, nelle oltre 300 sezioni (radio-club) sparsi nella nazione.

Cosa facciamo?

Il nostro progetto si chiama Urgensat e permette, con hardware open source e a prezzo notevolmente ridotto, di consentire le comunicazioni tra più persone in modo completamente indipendente dalle reti in uso tutt’oggi. In caso di emergenza infatti (pensiamo ad un black-out, un terremoto o altri eventi spiacevoli) le reti di comunicazione di massa (cellulari ed internet) sono le prime ad abbandonarci (saturazione delle celle, mancanza di corrente o accesso internet) e di conseguenza si crea la necessità di trasferire informazioni anche urgenti ma non se ne hanno i mezzi: le radio consentono di trasferire tali informazioni senza una rete di supporto, le comunicazioni sono punto-a-punto e non necessitano di ripetitori o di strutture di supporto, basta una qualsiasi fonte di alimentazione (batteria, pannello fotovoltaico o altro) ed una antenna, anche improvvisata con un pezzo di filo conduttore !


Quanta distanza si può coprire?

Questo dipende dalla frequenza in uso e dalla informazione da trasferire, le frequenze più basse (HF) vanno molto lontano rimbalzando sulla ionosfera (anche tutto il mondo) ma necessitano di antenne di grosse dimensioni e non possono trasferire grosse quantità di dati (la banda disponibile è ridotta). Frequenze più alte necessitano di antenne più piccole ma non riflettendosi sulla ionosfera sono limitate alla “portata ottica”, una possibile soluzione può essere quella di usare dei ripetitori, il vantaggio di essere radioamatori è che tali ripetitori possono anche orbitare attorno alla terra o addirittura essere geostazionari e consentono con potenze molto limitate (paragonabili a quelle di un comune cellulare) di coprire un intero emisfero terrestre  trasferendo una grossa mole di dati di qualsiasi tipologia (banda disponibile molto larga).

Perché ancora la radio nel mondo moderno?

Oltre alla motivazione appena spiegata il mondo della radio è denso di attività in continua evoluzione, ieri si comunicava tramite linee e punti (alfabeto morse) mentre oggi possiamo trasferire una foto via satellite ad un amico in Sudafrica con pochi spiccioli di hardware. Le possibilità offerte dalla radio sono immense, c’è a chi piace usarla come “scusa” per sperimentare nel mondo dell’elettronica, chi preferisce collegarla ad un PC e mescolarne le potenzialità per creare nuovi modi di comunicazione (modi digitali), chi va a fare una escursione ed utilizza un tracker GPS connesso alla propria radio per comunicare ad altri radioamatori la sua posizione, chi vuole chiedere come sia la vita nello spazio a Luca Parmitano mentre si trova sulla ISS o chi semplicemente vuole fare quattro chiacchiere in modo semplice e gratuito prima di andare a dormire.

Ma non è un hobby da vecchi?

Dare una età ad un hobby è piuttosto difficile, è troppo personale e ogni persona avrà una motivazione diversa per avvicinarsi al nostro mondo, di ragazzi ce ne sono tanti (solo il nostro gruppo YOTA Italia conta oltre 75 ragazzi e ragazze, mentre in tutto il mondo siamo svariate migliaia). Ci piace ritrovarci in varie occasioni, tra cui fiere dell’elettronica, meeting o camp a noi dedicati (viene organizzato un camp internazionale e almeno uno regionale ogni anno dove si riuniscono 70-80 ragazzi per passare una settimana o un weekend in compagnia, costruire, sperimentare e condividere insieme).

Come si diventa radioamatori?

Avendo a che fare con frequenze e potenze che permettono di comunicare con tutto il mondo vi è una normativa che controlla il nostro hobby, è necessario sostenere un esame ministeriale (riguardante fisica di base, elettronica ed elettrotecnica di base e un po’ di normativa) oppure se si ha un diploma in elettronica e telecomunicazioni (o laurea) è possibile evitare l’esame e richiedere direttamente la patente al ministero. L’esame non è assolutamente impossibile, abbiamo ragazzi nel gruppo che l’hanno superato a 12 anni!

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