Circuito soft-start per apparati a trasformatore

Girando su internet ho trovato un interessantissimo progetto del collega IW8EZU che descrive un semplice circuito di soft-start per apparati a trasformatore, utile per preservare la vita degli apparati e per evitare che la rapida carica dei trasformatori faccia intervenire le protezioni del impianto elettrico di casa.

Riporto l’articolo originale da elettronicamaker:

A chi di noi “radiosmanettoni” non è capitato, al momento dell’accensione di un apparecchio, anche non molto vetusto, di ritrovarsi con il differenziale che stacca continuamente o in casi estremi il fusibile interrotto. Dopo qualche tentativo di riarmo e fusibile sostituito, il tutto riprende a funzionare lasciando un punto interrogativo che ci assiste fino alla successiva accensione dello stesso apparecchio. In genere le apparecchiature che restituiscono questi fenomeni sono, amplificatori non solo valvolari, alimentatori di grossa potenza, ricetrasmettitori a valvole, o comunque un qualsiasi apparecchio che al momento dell’accensione produce un carico iniziale non previsto in tempi estremamente brevi, ma utili a far intervenire il classico interruttore differenziale, lasciando al buio tutto l’appartamento. Tutto ciò può dipendere da cause che andrebbero esaminate nei dettagli a seconda del caso, spesso una batteria di condensatori dello stadio alimentazione dove l’elettrolita interno ha lasciato spazio a cristallizzazioni più o meno marcate che a riposo sono innocue, sottoposte a differenza di potenziale procurano correnti di picco notevoli, oppure anche lo stesso trasformatore che per problemi di isolamento crea carico eccessivo immediato per poi liberare subito dopo aver creato il danno. Bisogna tenere conto che la maggior parte di accessori radio in possesso tra noi radioamatori, fanno capo ad una produzione in una fascia temporale dove l’energia elettrica domestica fornita era di 220v in condizioni ottimali, spesso non superava i 216v, oggi ci troviamo nella presa di casa circa 235v.

Descrivere il circuito è semplice, si compone di due blocchi, un alimentatore senza trasformatore, dato l’esiguo consumo, e un temporizzatore con tempo di intervento di poco meno di un secondo. L’alimentazione è fissata ad un valore di 12,6v dallo zener D6, è ricavata dalla rete direttamente tramite C1 e R4, i quattro diodi 1N4004 o simili configurati come raddrizzatore a doppia semionda. Quindi al momento della accensione ai capi di C2 sono presenti 12,6v. La parte di circuito formata da R2, R3, C3 hanno funzione di temporizzazione, il transistor Q1 eccita il relais a soglia raggiunta, il diodo D5 ha funzione di protezione, nel momento dello spegnimento evita che l’energia immagazzinata nella bobina del relais danneggi qualche componente del circuito . Il diodo D7 serve a scaricare C3 in modo veloce, nel momento in cui viene spento l’apparecchio. Ho utilizzato un tipo di relais a due scambi per renderlo compatibile a carichi più impegnativi contenendo le dimensioni. Bisogna considerare che ogni parte del circuito e collegata alla rete, quindi invito chi si avvia alla realizzazione di curare bene gli isolamenti e prestare particolare cura all’istallazione. Anche una soluzione su supporto tipo millefori è accettabile. Nelle foto sottostanti propongo il pcb creato da me, lato rame e layout dei componenti. In una qualsiasi apparecchiatura va istallato dopo l’interruttore di alimentazione.

Il circuito è molto semplice come si può vedere e richiede ben pochi componenti:

  • R1 = 100 k
  • R2 = 120 k
  • R3 = 10 k
  • R4 = 470 ohm 1w
  • R5 = 47 ohm 10w
  • C1 = 0,47 uF 630v
  • C2 = 470 uF 35v
  • C3 = 470 uF 16v
  • D1, D2, D3, D4 = 1N4004
  • D5, D7 = 1N4148
  • D6 = zener 24v 1 w
  • Relais 24v 2 scambi
  • Q1 = BD139 o simili

 

Link al articolo originale con i dettagli: https://www.elettronicamaker.it/2020/12/04/soft-start-protezione-per-sovraccarichi/

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